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2月28日
Tu sei buono e ti tirano le pietre. Sei cattivo e ti tirano le pietre. Qualunque cosa fai, dovunque te ne vai, sempre pietre in faccia prenderai.
Tu sei ricco e ti tirano le pietre. Non sei ricco e ti tirano le pietre. Al mondo non c'è mai qualcosa che gli va, e pietre prenderai senza pietà!
Sarà così,
finché vivrai! Sarà cos!ì
Se lavori, ti tirano le pietre. Non fai niente e ti tirano le pietre. Qualunque cosa fai capire tu non puoi se è bene o male quello che tu fai.
Tu sei bello e ti tirano le pietre. Tu sei brutto e ti tirano le pietre. E il giorno che vorrai difenderti vedrai che tante pietre in faccia prenderai!
Sarà così, finché vivrai! Sarà così!
Mi sento tanto bastonato ultimamente... "Qualunque cosa fai, dovunque te ne vai, sempre pietre in faccia prenderai".
Sinceramente mi sono stufato di essere preso a sassi in faccia, voglio voltare pagina! Voglio cambiare vita! Ho trascorso ogni istante degli ultimi due mesi pentendomi di tutte le scelte fatte lo scorso anno!- L'A.D.MMV sarà per nel mio calendario classificato come nefastus ac horrrificus annus!- Sono stufo, stanco anzi esausto, mangio per non pensare, fumo per non pensare... e comicio ad odiare la notte... quando scendono le tenebre ed il silenzio cala sul mondo, i pensieri s'affolano come demonii nella mia mente e non mi lasciano respiro, non mi lasciano vivere come vorrei!
Non augurerei manco al mio peggior nemico neppure dieci minuti della mia vita attuale! Che Dio m'aiuti perché solo Lui può! Non c'é essere vivente che mi possa salvare!
In Te, Domine, spero...in TE, Onnipotens Deus! 2月24日
S' i' fossi foco, arderei lo mondo; S' i' fossi vento, lo tempesterei; S' i' fossi acqua, io l'annegherei S' i' fossi Dio, mandereil' n profondo;
S' i' fossi papa, sare' allor giocondo Che tutt' i cristïan tribolerei; S' i' fossi 'mperator, sai che farei ? A tutti mozzarei lo capo a tondo
S' i' fossi Morte, andarei da mio padre; S' i' fossi Vita, fuggirei da lui: Similemente faria di mi' madre.
S' i' fossi Cecco, com' i' sono e fui, Torrei le donne giovani e leggiadre, E vecchie e laide lasserei altrui.
Cecco Angiolieri(1258 - 1312)
Chi non ha mai desiderato almeno una volta nella vita essere come Cecco?! beh a volte pure io "A tutti mozzarei lo capo a tondo" per fortuna questi momentacci mi passano senza alcuno spargimento di sangue! 2月21日
Sono le piccole gioie quotidiane, quelle che il più delle volte diamo per scontato che rendono meno faticosa la vita.
Rincasare e sentire che qualcuno ti chiama, che ti da una voce: “Gui’?!”, sapere che qualsiasi cosa accada c’è sempre qualcuno vicino, disposto a sopportare le tue paranoie, disposto a soffrire con te quando soffri e gioire con te quando sei felice, pronto a far finta di nulla quando sei nervoso e ti scarichi con atti ingiustificati nei suoi confronti.riempie di gioia il cuore.
Queste cose sono già rare in una famiglia tradizionale: le nostre generazioni sopportano meno delle precedenti.. questo credo sia più che assodato, tra amici penso che la cosa sia ancor più insolita..
Ringrazio la mia particolare “famiglia” per tutto, per il loro essermi vicino, per la loro silenziosa presenza, beh, anche per i loro consigli, li ringrazio soprattutto perché credo ci voglia molto coraggio per sopportare un rompiscatole come me!
Da quando siete qua mi sento meno solo e più felice, è così bello sentire altre voci in casa, pranzare con qualcuno, rompersi le scatole a vicenda, commentare le giornate a tavola… Non pensavo che tutto questo mi mancasse davvero tanto!
A voi due, miei cari e dolci amici, a voi che siete più di una famiglia e meglio di qualsiasi fratello,un grazie profondo, sincero, affettuoso per ogni piccola attenzione e soprattutto perché siete qui!
G.
P.S.
Forse ho scelto un modo molto particolare per dirvi che sono contento e che, nonostante non lo dia spesso a vedere, per me siete molto importanti, ma a voce è molto difficile per me dire certe cose! Grazie, grazie ed ancora grazie! 2月18日
SANTE UBBALDE STUCCHE
Lu Quindice de Maggie ha arrevate
mo esce Sant'Ubbalde mijé su lu purtò della Colleggiate
ppé benedece lu popole e lu Paese.
Da Gubbié, a pié, sié 'rrevate
e scappenne 'nnenze a San Francische, la Mitrie T'ha cascate.
Su 'm biazze li Civitellise s'ha radunate
e tutte cumpassate 'stu Sante Bbeneditte sta 'spettà.
Ha scite l'Autorità e lu Sinnaché 'nfasciate,
se vede lu Predde, lu Vescove nuostre e lu Sante n'cco affuscate.
...
Eccule! Mò 'rrive, lo porte ddò uommene affeziunate,
ch'co lu core pe' mma' lu t'é 'mbracciate.
Don Ettre tante ha raccuntate,
ma non tutte attedamente lu seme ascultate.
Quand' però stu Sante Stucche s'azzate
a 'uardà 'stu popole 'mozionate,
la Piazza s'h' azzittite e li mure ha tremate.
Tu c' 'sa faccie 'mbruncite ci 'uardive
e n' ccò c'ammunive
ma l'uocchie d' Sante T'ha 'abbate
e tutte ce seme rasserenate.
Pe la santa Pace Te seme pijate
e mmo, fa scii ch'stu Paese,
ch'a li ma' tuò s'affidate,
c'aremane ppé sembre attaccate.

A LA SERA DE LU GIOVEDI’
A la sera de lu giovedì
da su a li Clarisse,
cala pe’ via dell’Ombre,
’na fila d’uommene e de donne:
tutte de bianghe va vestite.
Entre dentre la povere Chiesette de la Scopa,
e chissà pecché?
Masséra pure je c’ voje ii!
Ssà povera Chiesa ’bbandunate
distrutta e maltrattate,
me mette sembre ’na pace ’n core.
Dapuò vedé sti monache a preà
e cantà come nisciune sa fa
t’ fa penzà a tutte lu male ch’ fa chill làffore.
Lore però n’sta preoccupate,
e prea pe’ tutte,
e pe’ tutte t’è na parola bbona!
Annenze a lu Sacramende
tutte la gende sembre mijore
come se tutte fusce illuminate da ’nu raggie d’sole.
’Nu raggie che s’ portane
pure fore a la Chiese,
ch’tutte li Civitellise vede,
ma che solo cacchedune segue.
È cchiù d’n’ora ch’steme qua dendre
e lu Tantum Erghe
segne la fine d’stu bbiell mumende.
Ho sognato che camminavo in riva al mare con il Signore,e rivedevo sullo schermo del Cielo tutti i giorni della mia vita passata. E per ogni giorno trascorso apparivano sulla sabbia due orme: le mie e quelle del Signore. Ma in alcuni tratti ho visto una sola orma, proprio nei giorni più difficili della mia vita. Allora ho detto: " Signore, io ho scelto di vivere con te e tu mi avevi promesso che saresti stato sempre con me. Perché m'hai lasciato solo proprio nei momenti più difficili?" e Lui mi ha risposto: "Figlio tu lo sai che io ti amo e non ti ho abbandonato mai: i giorni nei quali c'é soltanto un'orma sulla sabbia sono proprio quelli in cui ti ho portato in braccio".
Margaret Fishback Powers
Amico bianco:
io, quando piccolo, nero;
quando diventato grande, nero;
quando arrabbiato, nero;
quando morire, ugualmente nero.
Ma tu, amico bianco:
tu quando nato, rosa;
quando diventato grande, bianco;
quando arrabbiato, rosso;
quando ammalato, giallo;
quando paura, verde;
quando morire, viola.
Ma allora, amico bianco,
perché chiamare me, di colore?
Anonimo 2月17日

Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai, Silenziosa luna? Sorgi la sera, e vai, Contemplando i deserti; indi ti posi. Ancor non sei tu paga Di riandare i sempiterni calli? Ancor non prendi a schivo, ancor sei vaga Di mirar queste valli? Somiglia alla tua vita La vita del pastore. Sorge in sul primo albore; Move la greggia oltre pel campo, e vede Greggi, fontane ed erbe; Poi stanco si riposa in su la sera: Altro mai non ispera. Dimmi, o luna: a che vale Al pastor la sua vita, La vostra vita a voi? dimmi: ove tende Questo vagar mio breve, Il tuo corso immortale? Vecchierel bianco, infermo, Mezzo vestito e scalzo, Con gravissimo fascio in su le spalle, Per montagna e per valle, Per sassi acuti, ed alta rena, e fratte, Al vento, alla tempesta, e quando avvampa L'ora, e quando poi gela, Corre via, corre, anela, Varca torrenti e stagni, Cade, risorge, e più e più s'affretta, Senza posa o ristoro, Lacero, sanguinoso; infin ch'arriva Colà dove la via E dove il tanto affaticar fu volto: Abisso orrido, immenso, Ov'ei precipitando, il tutto obblia. Vergine luna, tale È la vita mortale. Nasce l'uomo a fatica, Ed è rischio di morte il nascimento. Prova pena e tormento Per prima cosa; e in sul principio stesso La madre e il genitore Il prende a consolar dell'esser nato. Poi che crescendo viene, L'uno e l'altro il sostiene, e via pur sempre Con atti e con parole Studiasi fargli core, E consolarlo dell'umano stato: Altro ufficio più grato Non si fa da parenti alla lor prole. Ma perché dare al sole, Perché reggere in vita Chi poi di quella consolar convenga? Se la vita è sventura Perché da noi si dura? Intatta luna, tale E` lo stato mortale. Ma tu mortal non sei, E forse del mio dir poco ti cale. Pur tu, solinga, eterna peregrina, Che sì pensosa sei, tu forse intendi, Questo viver terreno, Il patir nostro, il sospirar, che sia; Che sia questo morir, questo supremo Scolorar del sembiante, E perir dalla terra, e venir meno Ad ogni usata, amante compagnia. E tu certo comprendi Il perché delle cose, e vedi il frutto Del mattin, della sera, Del tacito, infinito andar del tempo. Tu sai, tu certo, a qual suo dolce amore Rida la primavera, A chi giovi l'ardore, e che procacci Il verno co' suoi ghiacci. Mille cose sai tu, mille discopri, Che son celate al semplice pastore. Spesso quand'io ti miro Star così muta in sul deserto piano, Che, in suo giro lontano, al ciel confina; Ovver con la mia greggia Seguirmi viaggiando a mano a mano; E quando miro in cielo arder le stelle; Dico fra me pensando: A che tante facelle? Che fa l'aria infinita, e quel profondo Infinito seren? che vuol dir questa Solitudine immensa? ed io che sono? Così meco ragiono: e della stanza Smisurata e superba, E dell'innumerabile famiglia; Poi di tanto adoprar, di tanti moti D'ogni celeste, ogni terrena cosa, Girando senza posa, Per tornar sempre là donde son mosse; Uso alcuno, alcun frutto Indovinar non so. Ma tu per certo, Giovinetta immortal, conosci il tutto. Questo io conosco e sento, Che degli eterni giri, Che dell'esser mio frale, Qualche bene o contento Avrà fors'altri; a me la vita è male. O greggia mia che posi, oh te beata, Che la miseria tua, credo, non sai! Quanta invidia ti porto! Non sol perché d'affanno Quasi libera vai; Ch'ogni stento, ogni danno, Ogni estremo timor subito scordi; Ma più perché giammai tedio non provi. Quando tu siedi all'ombra, sovra l'erbe, Tu se' queta e contenta; E gran parte dell'anno Senza noia consumi in quello stato. Ed io pur seggo sovra l'erbe, all'ombra, E un fastidio m'ingombra La mente, ed uno spron quasi mi punge Sì che, sedendo, più che mai son lunge Da trovar pace o loco. E pur nulla non bramo, E non ho fino a qui cagion di pianto. Quel che tu goda o quanto, Non so già dir; ma fortunata sei. Ed io godo ancor poco, O greggia mia, né di ciò sol mi lagno. Se tu parlar sapessi, io chiederei: Dimmi: perché giacendo A bell'agio, ozioso, S'appaga ogni animale; Me, s'io giaccio in riposo, il tedio assale? Forse s'avess'io l'ale Da volar su le nubi, E noverar le stelle ad una ad una, O come il tuono errar di giogo in giogo, Più felice sarei, dolce mia greggia, Più felice sarei, candida luna. O forse erra dal vero, Mirando all'altrui sorte, il mio pensiero: Forse in qual forma, in quale Stato che sia, dentro covile o cuna, È funesto a chi nasce il dì natale.
Giacomo Leopardi
Son trascorsi quindici giorni...
ed il silenzio non s'é spezzato...
E SIA COSì PER SEMPRE!
Si tu vales ego quoque valeo.

Quella vecchietta cieca che incontrai la notte che me spersi in mezzo ar bosco, me disse: "Se la strada nun la sai te ciaccompagno io, che la conosco.
Se ciai la forza de venimme appresso de tanto in tanto te darò una voce fino là in fonno, dove c'è un cipresso, fino là in cima, dove c'è la Croce."
Io risposi: "Sarà... ma trovo strano che me possa guidà chi nun ce vede." La cieca, allora, me pijò la mano e sospirò: "Cammina." Era la Fede.
Carlo Alberto Salustri (Trilussa)

2月16日
Le persone sono come le vetrate colorate.
Brillano e scintillano quando fuori c'è il sole,
ma al calar delle tenebre viene rivelata la loro vera bellezza
solo se è accesa una luce dall'interno.
Carol Gallo "
2月15日 L'amicizia è una sola mente in due corpi (Mencio)
Dopo aver letto questa frase di Mencio mi è venuta in mente subito una persona, unica ed irripetibile, a cui voglio un mondo di bene, con cui dividerei tutto, sarei pronto a dare anche la mia vita per lui! Di persone così nella vita se va bene se ne incontra una sola e mi auguro di non perderla mai!
E' sempre presente quando serve, pronto a consolarti nella disperazione, pronto a gioire delle tue gioie, pronto a sopportarti nei momenti di paranoia.
E' sempre lì, discreto e sincero, più di un fratello e meglio di un amante.
Comprende le tue ansie e le tue paure senza che tu abbia proferito parola, conosce tutti i tuoi stati d'animo.. e realmente come se la sua mente e la mia si fossero fuse in unica mente!
Ti adoro, sei il regalo più grande che abbia mai ricevuto e di cui non mi pare di esser degno! Meglio della tua compagnia e della tua vicinanza credo non ci sia nulla su questa terra!
Mi auguro che nulla mai potrà separarci!
Grazie per tutto, per avermi sopportato fin ora e per quello che ancora dovrai sopportare! Un dolce ed infinito abbraccio! 2月14日
"Passa tranquillamente tra il rumore e la fretta, e ricorda quanta pace può esserci nel silenzio. Finché è possibile senza doverti abbassare, sii in buoni rapporti con tutte le persone. Di' la verità con calma e chiarezza; e ascolta gli altri, anche i noiosi e gli ignoranti; anche loro hanno una storia da raccontare. Evita le persone volgari ed aggressive; esse opprimono lo spirito. Se ti paragoni agli altri, corri il rischio di far crescere in te orgoglio e acredine, perché sempre ci saranno persone più in basso o più in alto di te. Gioisci dei tuoi risultati così come dei tuoi progetti. Conserva l'interesse per il tuo lavoro, per quanto umile; è ciò che realmente possiedi per cambiare le sorti del tempo. Sii prudente nei tuoi affari, perché il mondo è pieno di tranelli. Ma ciò non acciechi la tua capacità di distinguere la virtù; molte persone lottano per grandi ideali, e dovunque la vita è piena di eroismo. Sii te stesso. Soprattutto non fingere negli affetti e neppure sii cinico riguardo all'amore; poiché a dispetto di tutte le aridità e disillusioni esso è perenne come l'erba. Accetta benevolmente gli ammaestramenti che derivano dall'età, lasciando con un sorriso sereno le cose della giovinezza. Coltiva la forza dello spirito per difenderti contro l'improvvisa sfortuna. Ma non tormentarti con l'immaginazione. Molte paure nascono dalla stanchezza e dalla solitudine. Al di là di una disciplina morale, sii tranquillo con te stesso. Tu sei figlio dell'universo, non meno degli alberi e delle stelle; tu hai diritto ad essere qui. E che ti sia chiaro o no, non vi è dubbio che l'universo ti si stia schiudendo come dovrebbe. Perciò sii in pace con Dio, comunque tu Lo concepisca, e qualunque siano le tue lotte e le tue aspirazioni, conserva la pace con la tua anima pur nella rumorosa confusione della vita. Con tutti i suoi inganni, i lavori ingrati e i sogni infranti, è ancora un mondo stupendo. Fai attenzione. Cerca di essere felice. "
TROVATA NELL'ANTICA CHIESA DI SAN PAOLO - BALTIMORA
DATATA 1692
(traduzione di Enrico Orofino) Veniamo alla riflessione di questa sera:
perché se è vero che siamo stati creati per “seguir virtute e canoscenza” in realtà facciamo spesso e volentieri l’opposto? Cosa c’è che spinge a fare del male al proprio prossimo quando potrebbe più semplicemente con lui condividere una pacifica esistenza? Perché un uomo ammazza un suo simile? Cosa c’è in quell’ammasso di materia grigia che spinge a simili follie? E quale altro motore ci spinge all’esatto opposto? Perché amare? Perché dividere la propria esistenza con qualcuno? Perché c’è chi è disposto all’estremo sacrificio pur di salvare qualcun altro e chi non è nemmeno pronto ad aiutare la propria madre morente? Perché Daniele dona un rene per salvare suo padre lo stesso giorno in cui Omar ed Erica ammazzano la madre ed il fratellino di quest’ultima? Perché ci si affeziona a talune persone e con altre non si riesce a legare?
Quante domande a cui è difficile rispondere…a cui io non riesco a dare una risposta e la cosa mi fa vivere in un leggero stato d’ansia… L’uomo: che affascinante macchina misteriosa! Come vorrei capire la mente umana, ma più mi sforzo di comprendere… più dubbi ho! Che strano scherzo del destino sarà mai questo!
E mentre imbratto questo foglio… un altro scherzo, ma questa volta della natura, una lieve scossa di terremoto, preceduta dal tipico boato, ha fatto scendere un brivido sulla mia schiena, un freddo brivido… tanto simile a quei brividi che si hanno quando si è vicini alla persona amata… al tempo stesso però così diverso, non un brivido d’amore ma di paura… la paura dell’ignoto. La paura di ciò che non conosciamo e da cui non sappiamo difenderci…
La ragione ci fa superare tanti ostacoli ma non l’ignoto, solo ciò che è parte delle nostre conoscenze è capibile e spiegabile, ecco perché il mio stato d’ansia quando mi fermo a riflettere sull’essere umano. 2月12日
"Il cielo stellato sopra di me, e la legge morale in me."
(Immanuel Kant)
Questa frase è per me fonte e culmine di tante riflessioni, avrei piacere se voi che visitate il mio blog lasciaste un commento su cosa vi fa venir in mente una simile affermazione! (speriamo almeno in un commento:P)

2月11日
So’ sajitu a ju Gran Sassu,
so remastu ammutulitu,
me parea che passu passu
j ’sajesse a j’ infinitu!
me parea che passu passu
j ’sajesse a j’ infinitu!
Che turchinu, quantu mare,
quanta luce, che bellezza!
ppure Roma e j’ atru mare
se vetea da quell’artezza!
ppure Roma e j’ atru mare
se vetea da quell’artezza!
Po’ so jtu a la Majella,
la montagna tutta ’n fiore,
quant’è bella, quant’è bella,
ppare fatta pe’ l’amore!
quant’è bella, quant’è bella,
ppare fatta pe’ l’amore!
Che silenziu, quanta pace!
che malia la ciaramella!
Ju pastore veja e tace
pe’ ju Diu della Majella!
Ju pastore veja e tace
pe’ ju Diu della Majella!
Po’ so’ scisu a la marina,
e le vele colorate,
co’ ju sole, la mmatina,
se so’ tutte lluminate!
co’ ju sole, la mmatina,
se so’ tutte lluminate!
Se recanta la passione,
Ju pastore a la muntagna,
je risponne ’na canzone,
da ju mare a la campagna!
je risponne ’na canzone,
da ju mare a la campagna!
(1948 Perrone - De Angelis) 2月8日 C'era una volta un ragazzo nato con una grave malattia.... Una malattia di cui non si conosceva la cura.... Aveva 17 anni,ma poteva morire in qualsiasi momento... Visse sempre in casa sua, con l'assistenza di sua madre... Stanco di stare in casa, decise di uscire almeno una volta... Chiese il permesso a sua madre. Lei acconsentì... Camminando nel suo quartiere vide diversi negozi... Passando per un negozio di musica,guardando dalla vetrina,notò la presenza di una tenera ragazza della sua età... Fu amore a prima vista... Aprì la porta ed entrò guardando nient'altro che la ragazza... Lei lo guardò e gli disse sorridente: "Posso aiutarti ?" Nel frattempo egli pensava che era il sorriso più bello che avesse mai visto nella sua vita... Nello stesso istante sentì il desiderio di baciarla. Balbettando le disse "Si, eeehhhmmm, uuuhhh,mi piacerebbe comprare un CD" Senza pensarci prese il primo che vide e le diede i soldi. "Vuoi che te lo impacchetti?" Chiese la ragazza sorridendo di nuovo. Egli rispose di sì annuendo; lei andò nel magazzino,tornò con il pacchetto e glielo consegnò:Lui lo prese ed uscì dal negozio. Tornò a casa e da quel giorno in poi andò al negozio ogni giorno per comprare un CD. Faceva fare sempre il pacchetto alla ragazza e poi tornava a casa per riporlo nell'armadio. Egli era molto timido per invitarla ad uscire e nonostante provasse non ci riusciva. Sua madre si interessò alla situazione e lo spronò a tentare,così egli il giorno seguente si armò di coraggio e si diresse al negozio.Come tutti i giorni comprò un altro CD e come sempre lei gli fece una confezione. Lui prese il CD e,in un momento che la ragazza era distratta,posò rapidamente un foglietto con il suo numero di telefono sul bancone;dopo di chè uscì di corsa dal negozio. Drrriinn!!! Sua madre rispose al telefono: " Pronto?", era la ragazza che chiedeva di suo figlio; la madre afflitta cominciò a piangere mentre diceva: " Non lo sai ?...è morto ieri". Ci fu un silenzio prolungato interrotto dai lamenti della madre. Più tardi la madre entrò nella stanza del figlio per ricordarlo. Decise di iniziare a guardare tra le sue cose. Aprì l'armadio.Con sorpresa si trovò di fronte ad una montagna di CD tutti impacchettati.Non ce ne era nemmeno uno aperto. Le procurò una curiosità vederne così tanti che non resistette: ne prese uno e si sedette sul letto per guardarlo; facendo ciò,un biglietto uscì dal pacchettino di plastica. La madre lo raccolse per leggerlo,diceva: " Ciao!!! Sei bellissimo! Ti andrebbe di uscire con me?? TVB ...Sofia. La madre emozionata ne aprì altri e trovò altri bigliettini: tutti dicevano la stessa cosa. Morale: Questa è la vita,non aspettare troppo per dire a qualcuno di speciale quello che senti.Dillo oggi stesso.Domani potrebbe essere tardi. Con l'amore tutto è possibile. 2月5日
C’era una volta un bellissimo giardino, chiuso su tre lati da alte mura in mattoni, intonacate e colorate di giallo paglierino, così alte che era impossibile vedere cosa celassero al loro interno. Sul quarto lato di questo hortus conclusus vi era una meravigliosa dimora, di quelle così belle che destano curiosità a chi si trova a passarci vicino, così particolare e così semplice, così accogliente e al tempo stesso così inavvicinabile. Questa meraviglia era situata su dolci colline, verdi ed alberate, ma all’orizzonte est si poteva vedere il blu del mare mentre l’orizzonte ad ovest era dominato da una splendida catena montuosa, colle cime spruzzate di bianco che sembravano toccare il cielo. A vista di uno sconosciuto questo poteva essere il paradiso terreste… chi non ha mai sognato di abitare in un simile ameno luogo.. Uno di quei luoghi tanto bene descritti nelle favole, una villa da Lord inglese o da ricco possidente spagnolo, il sogno di tanti che solo pochi possono avere. Dal cancello d’ingresso si potevano scorgere alcuni piccoli dettagli: il giardino sembrava essere incantato, perfetto, nemmeno un filo d’erba sembrava crescere fuori posto, non una rosa appassita, non un fiore col capo chino, al centro del vialetto inghiaiato che dal cancello conduceva all’ingresso, una meravigliosa vasca ottagonale di travertino sormonta da un angelo dalla cui bocca sgorgava un leggero getto d’acqua che andava a cadere nella vasca ritmando così il passare del tempo. Questo era l’unico rumore. La casa era di certo abitata, ma non provenivano rumori dall’interno. Era come se il tempo si fosse fermato. Era come se nessuno potesse rompere questo incantesimo. Jack s’era imbattuto in questa villa per un puro caso, in una bella giornata di primavera, mentre andava a far visita a dei suoi amici per un fatale errore aveva perso la strada maestra e s’era ritrovato a vagare per vie di campagna senza ben sapere dove portassero, sempre sperando di ritrovare la sua meta. Incuriosito aveva fermato l’auto vicino al cancello, sperando di poter chiedere informazioni, ma poi… la bellezza del posto l’aveva ammutolito così che, assorto nei suoi pensieri, non s’era nemmeno accorto che era ormai trascorso troppo tempo, e che la sera si faceva vicina.. Che fare? Dove andare? Beh la soluzione migliore era solo tornarsene a casa… visto che ormai la giornata era trascorsa e probabilmente i suoi amici non lo aspettavano nemmeno più. Passarono i giorni ed il ricordo ed il fascino di quel luogo era sempre nei pensieri di Jack. Pensava e ripensava, si chiedeva chi vi abitasse, se mai avrebbe potuto varcare le porte di quella casa, e proprio per questo un giorno riprese la sua auto alla ricerca del paradiso terrestre, anche solo per poterlo scrutare di nuovo dall’esterno, per vedere qualcosa in più! Il nostro povero Jack era di nuovo davanti a quel poderoso cancello in ferro battuto nero, affascinato dalla bellezza e preoccupato dall’essere scorto da qualcuno… come avrebbe mai potuto giustificare la sua presenza dietro il cancello?! Non era un guardone e neppure un ladro.. Chi avrebbe mai creduto che era solo colpito dal luogo, senza cattive intenzioni? Tutto era come la prima volta che il destino l’aveva fatto imbattere in quella villa. Tutto uguale. Tutto immutato. O no?! Forse qualcosa di differente c’era. Si, c’era un bimbo, piccolo, dolce, dai biondi capelli, che giocava da solo nel suo giardino. Jack si chiese chi fosse e soprattutto come mai potesse divertirsi da solo… ma ebbe paura e scappò. La sua fuga durò ben poco perché il giorno successivo era di nuovo lì ad ammirare il suo mondo, era di nuovo lì a cercare di cogliere qualche novità, e ne trovò anche il terzo giorno: il bimbo non era più solo.. Giocava con altri bambini e sembrava anche divertirsi. Jack pensò che quello era il bambino più fortunato della terra: viveva in luogo fantastico, probabilmente aveva una famiglia che gli stava vicino, ed ora era anche contornato da amici. Un po’ triste ed un po’ invidioso se ne tornò a casa pensando che lui di quel mondo non avrebbe mai fatto parte e che era inutile continuare ad andare a guardare, anche solo da lontano, la villa in collina. Passarono mesi, ma Jack non riusciva a togliersi dalla mente la villa in collina, decise così di tornarci per l’ultima volta e di provare a far amicizia col bimbo. Durante il viaggio in macchina era preoccupato ed ansioso, come poteva uno sconosciuto entrare in quella villa, come poteva rompere quell’incantesimo! In realtà le cose andarono molto meglio di quanto Jack avesse mai sperato. Arrivato dinnanzi alla poderosa cancellata, per la prima volta la trovò aperta ed il bimbo giocava a poca distanza da questa. Imbarazzato, preoccupato e ansioso Jack trovò il modo di attacar bottone e cominciò a parlare col bambino. Era un bambino davvero particolare, almeno così sembrava agli occhi di Jack, diverso da tutti i fanciulli che avesse mai conosciuto, così diverso e così affascinante, sempre pieno di risposte sorprendenti. Il bimbo era totalmente imprevedibile, ostentava una forte sicurezza, quasi da impaurire l’avventore, una certezza così spiazzante in ogni campo, mentre il nostro Jack era un uomo pieno di dubbi, un vero e proprio sognatore, che tutto aveva nella vita tranne che le certezze! Andarono avanti per ore a chiacchierare fin quando il bimbo lo invitò a varcare la soglia ed a visitare il suo mondo. Jack, sempre più affascinato non sapeva bene dove guardare. Era tutto interessante, tutto così perfetto da sembrare finto, tutto così nuovo e così stupefacente! Trascorsero giorni insieme, e poi mesi, ed il tempo con il bambino sembrava sempre poco, Jack aveva quasi perso la cognizione del tempo in quel luogo incantato: giocavano, parlavano e poi tornavano a giocare e quindi a parlare, trascorrere tempo col bimbo era per Jack la somma felicità fin quando non si accorse che a volte il bimbo era un po’ prepotente e si sentiva il Signore della Terra. Andando avanti nel conoscersi il nostro Jack fece una scoperta molto interessante, il nostro bimbo aveva conosciuto tante persone, aveva visto tante cose ma senza mai uscire dal suo piccolo mondo, senza mai varcare il cancello che lo divideva da un mondo molto diverso, il mondo della quotidianità dove non è tutto così perfetto, dove vivere a volte costa sacrifici molto grandi, dove condividere gioie con qualcuno è sempre molto difficoltoso. Jack provò a lungo a spiegare al piccolo come fosse la vita al di fuori dell’hortus conclusus, come fosse molto più faticoso vivere ma al tempo stesso come si potesse ugualmente essere felici accontentandosi anche di piccole cose. Nonostante tutto questo disquisire sembrava che il bimbo non cogliesse ciò che Jack volesse trasmettergli. Passavano i mesi e Jack puntualmente andava a far visita al bimbo, ogni volta sperando di poterlo accompagnare fuori da quel mondo di sogni e potergli far vedere il mondo vero, dove di certo c’è più sofferenza ma dove a volte si provano gioie tali da far dimenticare le sofferenze patite, eppure il bimbo nonostante a volte sembrava convincersi alla fine non riusciva a varcare la soglia! Jack era molto paziente col piccolo e sperava che prima o poi si lasciasse andare. A volte litigavano, a volte stavano molto bene assieme e pur avendo spesso pensato di abbandonare quest’impresa titanica il nostro povero Jack alla fine ci ricadeva sempre e si ritrovava davanti alla villa incantata. Ci volle davvero tanto tempo prima che il piccolo si lasciasse convincere ad uscire fuori dal suo mondo ma arrivò il giorno che Jack lo riuscì a portare a spasso per le verdi colline circostanti, lo portò ad incontrare nuove persone e alla fine della giornata gli chiese di continuare a viaggiare con lui. All’istante il ragazzino sembrò turbato, forse mai nessuno gli aveva fatto una simile proposta, e probabilmente si sentì anche poco sicuro fuori dal mondo incantato dove lui era sovrano indiscusso, ma col tempo anche se molto titubante accettò! Jack era fuori di sé per l’euforia! Trascorreva tutti i minuti delle sue giornate pensando al piccolo e chiedendosi come una simile presenza nella sua vita avesse potuto rallegrarlo così tanto. Certo non tutto era rose e fiori come potrebbe sembrare, c’erano tante difficoltà da superare, ma a volte Jack non se ne curava, lasciava che il ragazzino decidesse tutto e agisse come meglio era per lui! Al nostro Jack bastava averlo vicino e pensava che era normale per il bimbo essere spaventato da un mondo nuovo. Un giorno Jack ed il piccolo discussero un po’ più del solito e probabilmente il ragazzino s’era stufato di quel nuovo mondo, della sua nuova vita, lo si vedeva bene, anche Jack lo intuiva ma faceva di tutto per non pensarci, sperando ad una crisi passeggera. Il piccolo però quella sera disse a Jack che voleva tornarsene a casa sua, nel suo mondo incantato. Jack un po’ incredulo ed un po’ affranto nello spirito lo riaccompagnò e si ripromise che non sarebbe più tornato alla casa sulla collina, che non avrebbe mai più voluto sentire del ragazzino e della sua vita, che era stato un bel sogno… ma che era anche ora di tornare alla vecchia quotidianità. Passò di nuovo del tempo e Jack, triste e muto, pensava al piccolo, pensava a cosa avesse sbagliato ma non riusciva a trovare una soluzione. Si crucciava, si arrovellava, ma non capiva il perché di una simile scelta. Jack non era più tornato alla casa, non aveva più sentito il bimbo, anche se i suoi pensieri in ogni istante lo riportavano al tempo trascorso in quel sogno. Ormai il sogno era finito, il sogno era scomparso e nonostante il vuoto ed il dolore era necessario farsene una ragione. La vita scorre, va avanti, ma quella di Jack sembrava essere stata svuotata di tutto, sembrava non aver più senso alcuno. Pian piano il tempo passava, non più velocemente come prima ma con una lentezza quasi insopportabile. Un giorno il piccolo mandò a cercare Jack e questi era tra l’incredulo e lo spaventato, non sapeva se tornare a fargli visita o meno, se sperare o no… Di tanto in tanto Jack tornava alla villa, di tanto in tanto si sentivano e tra loro era rimasta una buona amicizia, solo una cosa li continuava a tener lontani: Jack avrebbe voluto che il piccolo tornasse fuori dalla suo mondo mentre questi non ne voleva sapere. A volte discutevano, a volte Jack era molto infastidito dal comportamento presuntuoso del ragazzo e a volte il ragazzo non capiva Jack e questo portava a fraintendimenti e discussioni, fin tanto che un giorno il piccolo decise che era meglio dimenticare il passato, dimenticare tutto, dimenticare le avventure vissute assieme. Questa cosa a Jack cadde tra capo e collo ma per la prima volta dopo tanto tempo era talmente distrutto ed esausto che non riuscì neppure a controbattere. Il bimbo aveva vinto. Jack era annientato nel fisico e nell’animo, aveva perso la sua battaglia una volta per tutte o meglio aveva perso la guerra. Jack aveva ormai capito che il bimbo non avrebbe mai seguito i suoi consigli, che avrebbe sempre e comunque fatto di testa sua e non aveva quindi alcun senso continuare, tutto si era concluso una volta e per sempre. Jack avrebbe col tempo rimosso dai suoi pensieri la villa, il bimbo, le sensazioni provate, le ansie, le gioie ed i pianti. Le loro strade ormai si erano divise e non si sarebbero facilmente ritrovate, di certo il nostro Jack era così amareggiato da non aver più voglia neppure di tentare a farle combaciare, e sicuramente anche il piccolo a breve si sarebbe dimenticato di ogni cosa, aveva probabilmente già altri pensieri nella testa e Jack, entro poco, sarebbe solo rimasto un ricordo di gioventù.
Tutto passa, tutto stufa, tutto si rimpiazza.
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